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FORMAZIONE

15/01/2019

Garanzia Giovani, in Lombardia via alla seconda fase

Sarà attivata nelle prossime settimane in Lombardia la seconda fase di Garanzia Giovani. Obiettivo del programma è garantire che tutti i giovani tra i 16 e i 29 anni ricevano un’offerta qualitativamente valida di lavoro o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale.Garanzia Giovani è un intervento finanziato dall’Unione Europea, coordinato a livello nazionale dall’Anpal (Agenzia per le politiche attive del lavoro) e implementato da Regione Lombardia.Attraverso gli operatori accreditati – e IAL Lombardia è tra questi – i giovani possono contare su un percorso di accoglienza, di orientamento, di formazione per l’inserimento al lavoro, di accompagnamento.Due i passaggi preliminari per accedere al Programma Garanzia Giovani:registrarsi nel portale www.garanziagiovani.gov.itcompletare l’adesione entrando nella propria area personale del portale www.anpal.gov.it e scegliere la Regione dove preferisce usufruire del programma.Il giovane che seleziona la Lombardia riceve una comunicazione da parte del Sistema Informativo Unitario del Lavoro di Regione Lombardia contenente il link da cui scegliere e contattare (cosa che deve avvenire entro 60 giorni, pena l’esclusione) un operatore accreditato ai servizi al lavoro dove recarsi, a partire dal 22 gennaio 2019, per presentare la domanda di Dote.L’operatore concorderà quali servizi, tra le azioni previste dal bando Garanzia Giovani – Fase II, sono più adeguati all’obiettivo professionale e accompagnerà il giovane in un percorso di inserimento nel mondo del lavoro.La durata massima della Dote è di 6 mesi che può essere ampliata in caso di attivazione di un tirocinio extracurriculare.Tutte le sedi IAL in Lombardia sono a disposizione per fornire informazioni più dettagliate e attivare il programma. 

FORMAZIONE

12/12/2018

A Brescia c'è "Mo.Ca. Orienta"

“Merita di essere valorizzata la passione per il fare di tanti ragazzi, fino a non molto tempo fa indirizzati ai centri di formazione professionale per una sorta di ripiego rispetto alle altre scuole. Oggi i percorsi di Istruzione e formazione offrono una quarta via di qualità rispetto ai licei e agli istituti tecnici e professionali quinquennali, statali e paritari”.Comincia così l’articolo che il Giornale di Brescia dedica ad una giornata, quelle di venerdì 14 dicembre, in cui i diciotto Centri di formazione professionale operanti nel territorio - e tra essi IAL Brescia – daranno vita ad una sorta di grande Open Day collettivo.QUI IL CATALOGO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE NEL BRESCIANOA fare da palcoscenico alla manifestazione saranno le sale di Palazzo Martinengo Colleoni, all’angolo delle centralissime via Moretto e via Cavour le cui sillabe iniziali hanno dato nuovo nome all’edificio: Mo.Ca. Uno spazio di promozione sociale e culturale in cui si producono arti e mestieri e si studiano nuovi progetti. E “Mo.Ca. Orienta”, questo il titolo dato alla manifestazione di venerdì, ha molto di nuovo da raccontare: un’offerta davvero ad ampio raggio, un’attenzione costante alla qualità dei percorsi, l’orgoglio di assicurare a tanti giovani attraverso la formazione professionale una preparazione adeguata all’ingresso nel mercato del lavoro.“Mo.Ca. Orienta” aprirà i battenti alle ore 9 di venerdì e fino alle 13 saranno operativi stand e laboratori allestiti per gli allievi delle scuole secondarie di primo grado. Nel corso della giornata sono previsti approfondimenti sui temi della dispersione scolastica e della formazione al lavoro per allievi disabili. Alle 16 il convegno sul tema: “Alternanza scuola-lavoro: un'opportunità concreta” con la partecipazione dei rappresentanti dei diversi enti coinvolti. 

FORMAZIONE

08/12/2018

Percorsi da riconquistare

 L'Italia investe in istruzione e formazione il 3,9% del Pil, contro una media europea del 4,7%.Investono meno di noi solo Slovacchia (3,8%), Romania (3,7%), Bulgaria (3,4%) e Irlanda (3,3%). Tra il 2014 e il 2017 i laureati italiani di 30-34 anni sono passati dal 23,9% al 26,9%, ma nello stesso periodo la media Ue è salita dal 37,9% al 39,9%: ben 13 punti percentuali in più. Lo sottolinea il 52esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.Gli abbandoni precoci dei percorsi di istruzione nel 2017 riguardano il 14% dei giovani 18-24enni, contro una media Ue del 10,6%.Nel 2016 il 41,5% degli italiani tra i 25 e i 64 anni aveva partecipato ad attività formative formali e non formali, con un aumento rispetto al 2011 di 5,9 punti percentuali. Il valore è più basso della media europea (45,1%) e lontano da Paesi Bassi (64,1%), Svezia (63,8%), Regno Unito (52,1%), Germania (52%) e Francia (51,3%).Permane la differenza di genere: partecipa il 44% degli uomini di 25-64 anni contro il 39,1% delle donne. La partecipazione degrada con l'età, più lentamente fino alla fascia d'età 45-54 anni (41,8%), più bruscamente tra gli over 54 (33%). Il 75,4% di chi ha partecipato ad attività non formali ha preso parte ad attività correlate al lavoro (il 59% ad attività di iniziativa datoriale). Il 33,3% dei 25-64enni ha partecipato ad attività job-related, perlopiù promosse dal datore di lavoro (27,1%). Si contrappone uno zoccolo duro di 25-64enni (43,3%) che non ha partecipato ad attività formative formali e non vuole parteciparvi in futuro, cui si aggiunge il 16,2% di chi, pur avendo partecipato, ritiene conclusa la propria esperienza formativa.Gli adulti italiani sono meno pro-attivi degli europei nel ricercare occasioni di apprendimento. Lo ha fatto il 14,3% dei 25-64enni, a fronte di una media europea del 21,9%.