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LAVORO

13/05/2020

Disabilità e lavoro, dall’inserimento all’integrazione

Trasformare in opportunità i problemi che un’azienda si trova ad affrontare nel collocamento obbligatorio previsto dalla legge per persone disabili, trovando e valorizzando tra questi lavoratori le competenze che possono dare vita ad un positivo inserimento occupazionale. È una delle attività che caratterizza i Servizi per le imprese di IAL Lombardia, in tutte le sue quattordici sedi territoriali.L'obiettivo della Legge è di garantire ai soggetti svantaggiati quelle possibilità di lavoro che purtroppo, senza un apposito intervento, rischierebbero di essere compromesse. Al collocamento obbligatorio sono tenute tutte le aziende con più di quindici dipendenti. Inserire in maniera adeguata nel processo produttivo persone con una invalidità riconosciuta oltre il 46% richiede, fin dalla ricerca del candidato ideale, molto impegno.Bisogni, analisi, soluzioni: percorsi dagli esiti talvolta sorprendenti“Recentemente - racconta Silvia Cozzi che nei servizi per le aziende di IAL Lombardia si occupa specificatamente di ricerca e selezione del personale - siamo stati contattati da un'azienda metalmeccanica dell'Alto Milanese con oltre cento dipendenti.Nel corso di una consulenza sulla Convenzione di Programma che accompagna il collocamento obbligatorio, modalità che permette alle aziende di avere un lasso di tempo maggiore entro il quale dare corso all’assunzione, "l’azienda - continua Silvia - ci ha comunicato di voler procedere all’inserimento di un lavoratore da selezionare tra quelli delle categorie protette e di essere inoltre alla ricerca di un candidato con una specializzazione in ambito tecnico".Una sfida che IAL Lombardia ha subito raccolto. "Grazie al costante monitoraggio delle candidature che è parte dei nostri Servizi al Lavoro - spiega ancora l'operatrice - abbiamo potuto proporre all’azienda una soluzione che nemmeno lontanamente avevano immaginato: l’inserimento occupazionale di un tecnico specializzato iscritto al collocamento mirato disabili”.Centralità della persona e benefici economici“Riconoscere il valore del capitale umano - sottolinea Paola Colombo, responsabile dei ‘Servizi al Lavoro’ di IAL Lombardia - è il punto di forza che mettiamo ogni giorno a disposizione delle imprese. Senza trascurare i benefici economici per le aziende che una competenza pluridecennale come la nostra nel campo degli Avvisi Regionali e Provinciali, aiuta ad individuare e a raggiungere”. Info e approfondimentisilvia.cozzi@ialombardia.it

LAVORO

21/04/2020

IAL Lombardia e Jobiri per servizi al lavoro più efficaci

L'impatto sull'economia dell'emergenza sanitaria che stiamo attraversando sarà davvero duro, con inevitabili ricadute occupazionali. Per i giovani trovare lavoro richiederà ancora più impegno e più competenza; per un disoccupato la ricollocazione sarà sempre più legata alla formazione e alla riqualificazione.Anche per questo IAL Lombardia ha deciso di rendere più efficaci, accessibili e digitali i suoi servizi di accompagnamento al lavoro, avviando una collaborazione con Jobiri, una piattaforma digitale che anche grazie a tecnologie proprie dell'intelligenza artificiale accompagna ogni momento del processo di ricerca del lavoro.“Questa collaborazione - spiega Paola Colombo, responsabile locale dei Servizi al lavoro di IAL Lombardia - nasce dalla possibilità di dare ulteriore efficacia ai nostri percorsi di orientamento e ricollocazione”. I Servizi al lavoro sono nel DNA di IAL LombardiaIAL Lombardia ha una lunga tradizione nell’accompagnamento al lavoro ed è un ente accreditato da Regione Lombardia. In tutte le sue sedi mette a disposizione un team specifico di professionisti che affiancano i giovani ed i disoccupati con un preciso percorso individualizzato per l’inserimento nel mercato del lavoro.Un insieme di servizi che negli ultimi anni Regione Lombardia ha riconosciuto assegnando - in base a standard oggettivi di risultato - un ottimo rating relativamente agli effettivi inserimenti professionali in tutti i territori.È corretto affermare che la collaborazione con Jobiri sviluppa una naturale propensione di IAL Lombardia per l’innovazione tecnologica?Nel nostro lavoro utilizziamo normalmente banche dati e portali che sono un’importante fonte di informazione su tutte le attività in corso. Lo stesso IAL Lombardia ha una propria banca dati in cui vengono inseriti i curriculum di tutte le persone che si rivolgono a noi e ciò ci consente di avere, in presenza di una necessità del mercato del lavoro, una risposta in tempi rapidissimi sulle figure professionali disponibili: la velocità e la puntualità delle informazioni sono un elemento davvero rilevante per il nostro lavoro.Metterci in relazione con una start-up come Jobiri è una sfida stimolante che rientra da sempre nel nostro stile di lavoro: misurarci con tutte le novità del settore che possono costituire un valore aggiunto per i nostri utenti.C’è un segreto per ottenere risultati concreti su un terreno così accidentato qual è oggi il mercato del lavoro?Poter contare su un team di professionisti in grado di lavorare su ogni professionalità e su qualsiasi settore produttivo, realizzando progetti di orientamento e reinserimento professionale calibrati e "ritagliati" su ogni singola persona e su ogni azienda.Penso, ad esempio, ai nuovi Bandi di Rete finanziati da Regione Lombardia che si occupano di lavoratori in uscita da crisi aziendali: i nostri servizi al lavoro partono dall'analisi di contesto, rilevano gli effettivi bisogni dei lavoratori, le necessità professionali del territorio e fanno una sintesi di tutti questi input per arrivare a buone pratiche di attività di reinserimento professionale. Cerchiamo di essere sempre vicini alle persone che stanno cercando occupazione e al contempo di ascoltare le necessità delle aziende, per un incontro reale tra domanda e offerta di lavoro.

LAVORO

03/02/2020

IAL Lombardia per la formazione continua di SIAT S.p.A

C’è un’espressione usata in economia - che però a ben vedere può diventare un’efficace abitudine relazionale in ogni ambito della vita - con la quale si definisce un confronto, una trattativa, al termine della quale entrambe le parti soddisfano i propri interessi. E’ la strategia win-win, alla quale può essere ricondotto l’avvio alla SIAT S.p.A di un progetto di sviluppo aziendale per la realizzazione del “diritto soggettivo alla formazione”. Si tratta di un istituto contrattuale a disposizione di ogni lavoratore che ha assicurate un certo numero di ore di formazione per la crescita personale e professionale.SIAT, impresa metalmeccanica che a Turate, in provincia di Como, dà lavoro a 240 persone, ha deciso, insieme alle Rsu e alla Fim Cisl territoriale, di affidare a IAL Lombardia la realizzazione del progetto.L’INTERESSE E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI“Un percorso - spiega Ileana Soana, responsabile di Area di IAL Lombardia - che ha preso avvio con una serie di assemblee in cui abbiamo illustrato e proposto un questionario attraverso il quale ogni lavoratore ha potuto indicare i suoi bisogni formativi, scegliendo tra una serie di corsi elencati oppure proponendone di nuovi. Al termine di questo primo step del progetto, i questionari compilati sono stati 218, un segnale di interesse e di partecipazione molto positivo”.CORSI TECNICI MA ANCHE INGLESE E COMUNICAZIONE EFFICACEI lavoratori potevano scegliere complessivamente tra 23 corsi, suddivisi in quattro ambiti: competenze trasversali, linguistiche, informatiche, tecnico professionali; 11 le proposte di corso segnalate direttamente da loro. L’elaborazione dei risultati è ormai quasi completa: le proposte formative più gettonate vanno dal corso di Lettura del disegno meccanico a quello per l’apprendimento dell’uso del Foglio di calcolo Excel, dal corso di Inglese a quello di Tecnica di comunicazione efficace.FIM CISL: UN IMPORTANTE CAMBIO DI PASSO CULTURALE“Il progetto di formazione continua di SIAT - commenta Gennaro Aloisio della Segreteria Fim Cisl dei Laghi - è perfettamente in linea con lo spirito del contratto. La crescita individuale e collettiva dei dipendenti è un valore aggiunto in sé oltre che uno strumento decisivo per la competitività delle imprese. Insieme a IAL Lombardia abbiamo fatto un lavoro sinergico che ha fortemente coinvolto le RSU e che ci ha portato ad un positivo confronto con la direzione aziendale. Quanto messo in campo è una vera e propria rivoluzione culturale in cui si mettono le basi per un nuovo sviluppo e per un nuovo modo di fare sindacato”.UN CATALOGO DI CORSI PER NON PERDERE OPPORTUNITÀ La collaborazione tra IAL Lombardia e Fim Cisl si è strutturata fin dallo scorso anno con la proposta di un vero e proprio catalogo di corsi per aiutare i lavoratori a non lasciar cadere le opportunità del "diritto soggettivo alla formazione", un investimento strategico per aggiornare le competenze, in stretto collegamento con l’innovazione tecnologica e organizzativa del lavoro e della produzione. 

LAVORO

10/10/2019

Dall'Isola Formativa un ponte per l'inserimento al lavoro

Andrea, Maria Vittoria, Christian e Lorenzo sono i quattro giovani che all’interno del Campus di Reti Spa, azienda di servizi informatici con sede a Busto Arsizio, hanno iniziato un percorso di formazione biennale per l’inserimento lavorativo. Un progetto che nasce dalla collaborazione tra l’azienda, IAL Lombardia e la Provincia di Varese, iscritto in un’azione di Regione Lombardia per il diritto al lavoro dei disabili denominata “Isola Formativa”: ambienti per l’acquisizione di competenze abilitanti al lavoro, integrati con i processi produttivi.UN CAMBIO DI PASSO, UN SALTO CULTURALE “L’idea delle ‘isole formative’ - spiega Paola Colombo, responsabile per l’area di Varese di IAL Lombardia - è stata indubbiamente un passo in avanti significativo nei processi di collocazione al lavoro dei disabili e le esperienze realizzate fino ad oggi* hanno consentito di affinare i percorsi e prendere consapevolezza delle potenzialità dello strumento. Ciò che nasce oggi all’interno di questa azienda è però straordinariamente nuovo, un cambio di passo, un salto culturale. La formazione non si esaurisce infatti nella acquisizione di competenze con le quali ognuno degli interessati andrà poi nel mercato del lavoro a cercare occupazione. In Reti SpA si realizza un progetto che IAL Lombardia ha contribuito a definire in maniera rilevante e che è impostato per collocare in azienda gli esiti formativi del percorso. Il segnale è rilevante: si può andare ben oltre la traduzione abituale degli obblighi di legge su disabilità e collocazione occupazionale.”UN PERCORSO PROFESSIONALIZZANTEIl biennio formativo è articolato in 4 semestri, di difficoltà crescente, con i giovani impegnati dal lunedì al venerdì. Sarà un percorso professionalizzante nell’ambito dello sviluppo software, dall’applicazione del pacchetto Office fino ad arrivare allo sviluppo della programmazione ad oggetti, base di dati e sviluppo di web service.Il progetto ha formalmente preso avvio con il mese di ottobre ed è stato inaugurato con la partecipazione dei vertici aziendali, dei formatori e dei rappresentanti delle istituzioni.Nella fotografia i giovani protagonisti del progetto con i responsabili e i coordinatori del percosso. Primo a sinistra è Carlo Motta, di IAL Lombardia che ha collaborato alla stesura del piano formativo; secondo da destra è Alberto Motta, che per IAL Lombardia accompagnerà come tutor il percorso dei giovani in formazione.*In Provincia di Varese si segnalano diverse esperienze di "Isola Formativa", la prima delle quali è stata sviluppata all’interno della Bticino. Sono poi state avviate quelle dell’azienda Anovo, gestita dagli educatori dei servizi di inserimento lavorativo del Comune di Saronno (oggi non più operativa); della Tecniplast, gestita dagli educatori del'Agenzia formativa della Provincia di Varese; della Lamberti, gestita da educatrici assunte direttamente dall’azienda e operanti in collaborazione con i servizi di inserimento lavorativo del Comune di Varese; della Husqvarna, gestita dalla cooperativa sociale Charis (oggi non più operativa); della Missoni, gestita dal CESVIP di Varese.

LAVORO

15/02/2019

Alto Mantovano, formazione protagonista nella ricollocazione al lavoro

Un centinaio di persone contattate una ad una per arrivare alla presa in carico di 30 di esse; 18 quelle che hanno aderito al progetto; una che si ritira quasi subito; 6 proposte di ricollocazione al lavoro accettate; una rifiutata. Anche solo attraverso la successione di questi numeri è facile comprendere quanto impegnativa sia stata la sfida del progetto “Azione di rete – Distretto della Calza” che per oltre un anno ha impegnato nel mantovano sindacati, istituzioni, agenzie per il lavoro e la sede di Viadana di IAL Lombardia.Destinatari dell’azione sono stati i dipendenti espulsi dai processi produttivi a causa della crisi da due dei maggiori calzifici dell’Alto Mantovano, Lvt (ex Levante) di Castel Goffredo e Csp di Ceresara. Erano per lo più di donne, di età superiore ai 45 anni, a bassa scolarizzazione e con una lunghissima permanenza in azienda. Spesso le persone prese in carico dal progetto avevano svolto in azienda mansioni e compiti oggi automatizzati, delocalizzati o affidati all’indotto. Persone, quindi, da accompagnare verso una importante ridefinizione del proprio percorso lavorativo, ed anche da questo è dipeso l’andamento e l’esito del percorso.Realizzato grazie al finanziamento di Regione Lombardia il progetto ha offerto servizi personalizzati di orientamento, bilancio di competenze, coaching e accompagnamento alla ricerca attiva del lavoro, a cui si è affiancato un percorso formativo di gruppo “Addetto al confezionamento – settore agroalimentare” della durata di 44 ore.Quella sperimentata – è stato sottolineato nella conferenza stampa a chiusura del percorso, alla quale ha partecipato per IAL Viadana il direttore Elisabetta Larini – è stata un’azione di rete che ha visto la positiva collaborazione di diversi enti ed istituzioni. Un modello sicuramente replicabile.

LAVORO

09/10/2018

“Lavoro sonante”, azione vincente

Andare oltre. Oltre le convenzioni (ciò che si è sempre fatto), i timori (come reagiranno i clienti e i colleghi di lavoro?), le parole (un inserimento al lavoro non finisce con la collocazione al lavoro). E’ avvenuto a Monza, dove la sede di IAL Lombardia, insieme ad Anmil e al Centro Studi Riccardo Massa, ha preparato e accompagnato l’impiego nei punti vendita della Tigros di 6 persone sorde nei reparti di vendita al pubblico. Una sfida complessa, impegnativa, che ha aperto spazi relazionali nuovi tra i lavoratori, tra l’azienda e i suoi dipendenti, tra il personale e i clienti.Di tutto si è parlato nel convegno conclusivo del progetto “Lavoro sonante” che si è tenuto oggi allo Spazio MIL di Sesto San Giovanni, in cui i soggetti direttamente e indirettamente coinvolti hanno portato un contributo. QUALCOSA DI NUOVO“Un bel progetto – ha detto l’amministratore delegato di IAL Lombardia, Matteo Berlanda, aprendo il convegno – un’azione di sistema con apporti coerenti e partecipi. Cosa diceva in sostanza il bando regionale? Che ciò che si stava facendo per l’inserimento e, soprattutto, per il mantenimento al lavoro di questa specifica disabilità non era sufficiente. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. E questo è ciò che, insieme, abbiamo fatto”.Non più un “semplice” inserimento dove il lavoratore sordo dialoga principalmente con un terminale meccanico, ma contesti  lavorativi innovativi sviluppati in un rapporto continuo con il collega udente e con il cliente, in ruoli effettivamente operativi e rilevanti per il core business aziendale.LA CO-CREAZIONE DI INFRASTRUTTURE SOCIALIIl progetto è stato proposto attraverso la metodologia dei “Living Lab”, “ambienti di innovazione aperta – per usare la definizione della rete europea di queste esperienze – in situazioni di vita reale, nei quali il coinvolgimento attivo degli utenti finali permette di realizzare percorsi di co-creazione di nuovi servizi, prodotti e infrastrutture sociali”.LAVORIPOSSIBILI.IT“Lavoro sonante” è un progetto-azione di sistema a valenza regionale, che ha avuto come capofila la Provincia di Monza e della Brianza e si è avvalso della piattaforma lavoripossibili.it che connette le progettualità che hanno a riferimento la disabilità sensoriale, permettendo un aumento e una circolarità della conoscenza, della metodologia e della cultura di riferimento degli interventi.