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Formazione aziendale a costo zero: perché molte imprese non la utilizzano (e come rimediare)
In Italia migliaia di imprese e studi professionali versano ogni mese risorse destinate alla formazione, ma solo una minima parte le utilizza davvero.
Il risultato?
Opportunità perse, competenze che non crescono e un notevole vantaggio competitivo lasciato sul tavolo.
Eppure la formazione finanziata non è un beneficio per pochi, né qualcosa di complesso alla portata solo di grandi aziende strutturate.
Vediamo perché molte imprese non sfruttano le risorse che hanno a disposizione e, soprattutto, come rimediare in modo concreto.
Cos’è davvero la formazione aziendale “a costo zero”
Quando parliamo di formazione a costo zero non intendiamo formazione gratuita in senso assoluto, ma formazione finanziata attraverso strumenti già esistenti, come:
- Fondi interprofessionali
- Voucher e bandi di Regione Lombardia
- Avvisi pubblici dedicati a imprese e studi professionali
A rendere la cosa ancora più surreale c’è il fatto che in molti casi le aziende stanno già accantonando (e in un certo senso pagando) queste risorse tramite i contributi obbligatori, ma non ne sono neanche consapevoli.
Perché molte imprese non utilizzano la formazione finanziata
1. Mancanza di informazioni chiare
Molti imprenditori e titolari di studio non sanno:
- di essere iscritti (o potersi iscrivere) a un fondo
- che le risorse sono già disponibili
- che possono essere usate anche per formazione su misura e, almeno in parte, per la formazione obbligatoria
Il tema è spesso percepito erroneamente come burocratico e lontano dal business quotidiano.
2. L’idea che sia “troppo complicata”
Modulistica, rendicontazione, scadenze, avvisi… tutto troppo impegnativo e timeconsuming…
Effettivamente senza un supporto adeguato la formazione finanziata può sembrare un percorso a ostacoli, una giungla in cui è difficile orientarsi.
Ma ogni sentiero ha la sua guida che ci può tenere al sicuro dalle insidie presenti sul percorso e farci giungere agilmente alla meta.
La verità è che la complessità non è dell’azienda, ma della gestione tecnica.
Ed è proprio qui che entra in gioco il supporto giusto.
3. Corso VS bisogno
Uno degli errori più comuni è cercare: “Che corso posso finanziare?” invece di chiedersi: “Di quali competenze ha davvero bisogno la mia azienda?”.
Quando il bisogno non è chiaro, il progetto formativo perde efficacia e spesso non viene nemmeno finanziato.
Quindi tutto il processo deve avere delle fondamenta ben salde grazie a strumenti come analisi delle competenze ed elicitazione del fabbisogno formativo.
4. La convinzione che sia solo per grandi aziende
Molti titolari di PMI o studi professionali pensano che:
- servano grandi numeri
- serva un ufficio HR strutturato
- non sia adatto a realtà piccole
In realtà esistono fondi e bandi pensati proprio per PMI e studi professionali, anche con pochi dipendenti.
Addirittura anche i liberi professionisti hanno accesso a risorse per la propria formazione.
Perché oggi è indispensabile investire in formazione
La formazione non è solo aggiornamento tecnico. Si tratta di uno strumento strategico per:
- migliorare l’organizzazione interna
- ridurre errori e inefficienze
- aumentare la motivazione delle persone
- trattenere collaboratori qualificati
- affrontare cambiamenti normativi e tecnologici
Tutto questo può essere ottenuto senza alcun influenza sul budget aziendale proprio grazie alla formazione finanziata.
Diventa quindi ovvio che in questo caso il rapporto costo/beneficio risulta imbattibile.
Come rimediare: un approccio corretto alla formazione finanziata
1. Analizzare il reale fabbisogno
Prima del fondo viene sempre il bisogno:
- competenze tecniche (dal disegno tecnico alla fresatura)
- competenze gestionali (dall’analisi di bilancio alla prima nota)
- organizzazione del lavoro (dalla lean alla gestione dei turni)
- digitalizzazione (da Excel al CRM)
- comunicazione e soft skill (dalla leadership al marketing)
Ovviamente gli esempi riportati sono assolutamente indicativi e non esaustivi, giusto per dare un’idea dell’ampiezza dei fabbisogni che possono venire alla luce ed essere soddisfatti.
Una buona analisi permette di costruire un progetto efficiente, efficace e finanziabile.
2. Individuare lo strumento giusto
Non esiste “il fondo migliore in assoluto”, ma il fondo più adatto alla singola realtà. I fattori da tenere in considerazione sono molti, tra cui:
- settore
- dimensione
- tipologia di lavoratori
- obiettivi aziendali
3. Affidarsi a dei professionisti
La differenza tra ottenere il massimo o perdere un’opportunità sta spesso nel supporto consulenziale. Un professionista della formazione continua:
- traduce i bisogni in progetti finanziabili
- gestisce burocrazia e rendicontazione
- riduce tempi, errori e stress per l’azienda
Inoltre, come dicevamo precedentemente, è una guida esperta che ha già percorso ogni sentiero nella giungla della formazione finanziata e sa dove trovare il guado e come evitare le sabbie mobili.
Formazione a costo zero: opportunità o rischio?
La formazione finanziata è una grande opportunità, ma solo se gestita e gestita correttamente. Senza una visione chiara e un supporto adeguato rischia di diventare:
- inefficace
- dispersiva
- deludente, un’occasione mancata
Con il giusto approccio, invece, diventa uno straordinario strumento concreto di crescita.
Per concludere va ammesso che molte imprese non utilizzano la formazione finanziata non perché non ne abbiano bisogno o non vogliano fare formazione.
Semplicemente non sanno da dove iniziare.
Il primo passo è capire di cosa ha davvero bisogno la tua azienda per il suo benessere, il suo sviluppo, il suo fatturato e quali strumenti possono supportarti.
Con la giusta analisi, le giuste premesse e (perché no) la giusta guida ogni esigenza trova la sua soddisfazione.
Vuoi capire se la tua azienda può accedere alla formazione finanziata?
Scrivici e analizzeremo insieme le opportunità disponibili.
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