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LAVORO

27/06/2022

Gioco di squadra e GOL

Nella mattinata odierna il Commissario straordinario di ANPAL Raffaele Tangorra, l’Assessore Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli e il Direttore Generale dell’Assessorato Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Paolo Mora, hanno incontrato nella sede di IAL Lombardia il Comitato Direttivo di Patto Lavoro Lombardia; all'incontro hanno partecipato anche il segretario generale della Cisl Lombardia Ugo Duci e il suo collega di Segreteria con delega al mercato del lavoro Enzo Mesagna.Un primo confronto sull'avvio di GOLObiettivo dell’incontro è stato un primo confronto con gli operatori accreditati associati (IAL Lombardia, CESVIP, Mestieri, Energheia, Galdus, Fondazione ENAIP, Fondazione Clerici, CAPAC) sulla fase di avvio di GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), una fase nuova per le politiche attive per il lavoro nella quale i cambiamenti e i miglioramenti attesi a supporto delle perduranti difficolta di incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro nella nostra regione sono stati accompagnati da una evidente valorizzazione delle positive esperienze maturate in Lombardia negli anni scorsi.Preservare una logica attuativa centrata sull’utenteIn particolare, gli interventi si sono soffermati sulla necessità di preservare una logica attuativa centrata sull’utente e i cui i processi amministrativi accompagnino con linearità la programmazione individualizzata, sull’opportunità di valutare un ulteriore rafforzamento del ruolo operativo delle partnership strutturate tra gli operatori - come ad esempio quella costituita dalla stessa associazione Patto Lavoro Lombardia - sulla necessità di procedere senza soluzioni di continuità e con collaborazione armonica tra i diversi livelli istituzionali coinvolti e, infine, sull’indifferibile urgenza di indirizzare la collaborazione con i Centri per l’Impiego pubblici verso modalità attuative uniformi e coerenti con le rispettive specializzazioni.La necessità di un monitoraggio in itinereNelle conclusioni dell’incontro, i rappresentanti istituzionali hanno espresso la loro soddisfazione per la capacità di attivazione del sistema regionale lombardo e hanno manifestato la necessità di un monitoraggio in itinere coordinato con gli enti accreditati in prima linea nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.Nella fotografia, da sinistra: Paolo Mora, Melania Rizzoli, Raffaele Tangorra, Elena Danese (PLL)

ATTUALITÀ

24/06/2022

A Milano workshop del progetto Alexus: Dialogo sociale per il 'buon lavoro'

Non ci sono le condizioni per operazioni di controllo e di vigilanza efficaci sulla regolarità delle condizioni, dei rapporti di lavoro e del rispetto delle norme di sicurezza. Il dialogo sociale è dunque una necessità, non un’opzione, se si vuole seriamente contrastare il lavoro nero e il lavoro sommerso. Non lo è da meno la formazione continua per mettere le persone in condizione di avere un lavoro dignitoso ed equamente retribuito, ma deve diventare esperienza congiunta delle parti datoriali e di quelle sindacali. Sono alcune delle sottolineature emerse nel workshop del progetto Alexus (UnA LEva per Uscire dal Sommerso) che si è tenuto ieri a Milano, una delle tappe intermedie del percorso formativo nazionale per dirigenti e operatori sindacali promosso da Cgil Cisl Uil con Fai, Flai e Uila per l’agroalimentare, Filcams, Fisascat e Uiltucs per il commercio, turismo e servizi, Fenal, Filca e Fillea per l’edilizia.Un progetto che ha come capofila IAL Lombardia, sviluppato insieme a Fondazione Metes e Enfap Puglia, con il sostegno di AnpalColombini (Cisl): Lavoriamo per la dignità delle persone “Conoscere, studiare, imparare sono verbi che devono costantemente accompagnarci - ha affermato aprendo i lavori del workshop Angelo Colombini, segretario confederale Cisl, - perché siamo chiamati a confrontarci con sfide sempre più complesse e in contesti sempre diversi ad agire per il rispetto della dignità delle persone che lavorano. Per questo abbiamo bisogno del dialogo sociale, per intervenire sulla qualità del lavoro, che è il modo più incisivo per rompere la catena della irregolarità e dello sfruttamento”. Panuccio (ITL Milano): Le irregolarità sul lavoro sono multiformiAlexus coinvolge complessivamente, da Nord a Sud, quasi mille sindacalisti, in una logica interconfederale e intercategoriale, con approfondimenti specifici per ognuna delle realtà territoriali coinvolte.“L’irregolarità assume infatti forme diverse a seconda del contesto economico e sociale. – ha ricordato Francesco Panuccio dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Milano – Abitualmente associamo alle problematiche del lavoro nero badanti, colf, raccoglitori dei prodotti agricoli nelle campagne del Sud; ma al Nord assistiamo a forme di irregolarità che hanno quali protagonisti giovani altamente specializzati, occupati in maniera precaria nei campi dell’informatica, della grafica, della pubblicità”. Situazioni quasi impossibili da monitorare se si tiene conto che nel milanese il rapporto tra ispettori e aziende è di 1 a 16.000! Monaco (Ifel) e Marsala (Anpal): Programmazione e progettazione condivise“Una spinta importante nelle politiche di contrasto al lavoro irregolare arriva dal Pnrr”, ha affermato nel corso del workshop Francesco Monaco dell’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale promosso dall’Anci, con risorse che il partenariato dovrà saper impiegare in un’ottica di co-programmazione e co-progettazione. Concetto ripreso da Antonella Marsala, direttore dei Anpal Servizi Lombardia, secondo la quale anche i fondi per il dialogo sociale messi a disposizione da Regione Lombardia, congiuntamente finalizzati dalle parti sociali, dovrebbero accompagnare la formazione continua a sviluppare una operazione di “formazione di massa” sulle principali competenze – digitali e ambientali sopra tutte - non ancora patrimonio generalizzato, propedeutiche agli inserimenti di qualità nel mondo del lavoro in Lombardia.La prima linea del lavoroIl workshop è proseguito con tre tavole rotonde su tutele, legalità e sicurezza in agricoltura, nell’edilizia e nei servizi, a cui hanno contribuito esponenti sindacali, realtà imprenditoriali di Milano e della Lombardia, rappresentanti di enti pubblici e associazioni,Di particolare significato anche le testimonianze dei dirigenti sindacali del Nord Italia impegnati nel corso di formazione specialistica (complessivamente 15 a livello nazionale) che rappresenta l’asse portante del progetto Alexus.Prossimi appuntamentiDopo l'estate sono in programma i seminari conclusivi delle attività territoriali. In ottobre la chiusura del progetto verrà sottolineata con un evento finale a Roma a cura di IAL Lombardia.

ATTUALITÀ

06/06/2022

Aiutiamo le persone ad uscire dalla condizione di bisogno

“Se diamo attenzione, se restituiamo responsabilità e ruolo sociale e soprattutto se l’obiettivo e l’esito è quello lavorativo, ogni persona, anche la più fragile, è un soggetto attivo capace di uscire dalla condizione di bisogno”.È un passaggio dell’esperienza che Barbara Corini, coordinatrice dei Servizi per il lavoro nelle sedi di Cremona e Viadana di IAL Lombardia, ha portato all’Assemblea IAL Nazionale che si è tenuta a Roma il mese scorso.Un contributo centrato su attività ed interventi rivolti alle diverse forme di svantaggio con cui tanti giovani, e non solo, si avvicinano alla formazione professionale, con la “necessità – ha affermato la formatrice di IAL Lombardia - di costruire una progettazione formativa integrata nel contesto comunitario promuovendo azioni concrete che possano permanere come modelli sul territorio consentendo un pensiero progettuale di continuità”.Il suo intervento è riportato integralmente nell’ultimo numero della rivista di IAL nazionale “Formazione Domani”, numero monografico dedicato all’Assemblea di cui rilancia il titolo: Il tempo giusto.Uno sguardo nuovoUn concetto ripreso fin dalle righe introduttive: “Il momento storico che stiamo vivendo, ci impone di adottare uno sguardo nuovo, per riscrivere un progetto di cittadinanza sociale, economica, del lavoro, che riparta dal bene comune. È il tempo giusto, per le donne e gli uomini di IAL, per rilanciare i termini essenziali della propria visione di bene comune, riscoprendone la dimensione storica e identitaria, per riaffermarsi come operatori di una economia civile capace di coniugare l’efficacia della azione economica con l’inclusione sociale e la solidarietà. Una visione di bene comune di cui la formazione, come espressione alta di cura della persona, dei suoi talenti, delle sue competenze, è l’infrastruttura primaria”. Identità, diseguaglianze, giovani e bene comuneLe pagine del giornale riportano l’introduzione ai lavori dell’Assemblea del presidente di IAL nazionale Stefano Mastrovincenzo, le relazioni di Giuseppe Acocella (Rettore dell’Università G. Fortunato di Benevento) sull‘identità storica di IAL, di Gino Mazzoli (Università Cattolica di Milano) su come le energie della società civile possano contribuire al superamento delle diseguaglianze, di Daniele Novara (Università Cattolica di Milano) sulla ricollocazione della crescita dei giovani, anche attraverso al formazione professionale, al centro del progetto di sviluppo che assuma il bene comune come orizzonte di riferimento.Leggere le spinte del nuovoAlle esperienze della Rete IAL – tra di esse quella di Barbara Corini – segue l’intervento del segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra che ha chiuso l’Assemblea IAL nazionale: “Lavorare più in profondità, più intensamente sui temi della formazione e dell’aggiornamento professionale, della formazione continua, della crescita delle competenze – ha affermato il leader sindacale – rappresenta la vera grande capacità di leggere le spinte del nuovo, stare dentro questo passaggio epocale di cambiamento e di trasformazione con l’occhio rivolto alla qualità del lavoro, all’innovazione sociale, al benessere della persona. In questo cambio d’epoca la formazione può e debba essere un incontro win-win, a somma positiva per i lavoratori, per le imprese e per l’economia nazionale; un obiettivo alto, capace di determinare maggiore coesione, maggiore sviluppo”.

ATTUALITÀ

27/05/2022

Allo IAL Lombardia il Premio "Cocanari" 2022

Nella cornice del Congresso nazionale della Cisl, in corso alla Fiera di Roma, sono stati consegnati i riconoscimenti del Premio intitolato alla memoria di Flavio Cocanari, il primo responsabile di un sindacato per le politiche a favore delle persone con disabilità, giunto quest'anno alla XI Edizione.Il Premio evidenzia storie di vita, storie di persone e di comunità intere che vivono la disabilità nella certezza che esistono modalità e forme di inserimento sociale e lavorativo che vanno sperimentate e applicate.Vincitore della XI Edizione del Premio Cisl “Flavio Cocanari” è IAL Lombardia per la storia di Maria Teresa, accompagnata al lavoro da Giulia Messori.La storia e la motivazioneMaria Teresa, con una disabilità fisica e problemi articolari che si sommano ad una condizione di fragilità psico-sociale, ha trovato nello IAL Lombardia un ente in grado di accompagnarla da vicino in un percorso finalizzato alla sua ri-collocazione nel mondo del lavoro.Il supporto del tutor di IAL Lombardia, in coordinamento con i servizi territoriali e il consultorio familiare, la formazione iniziale, l’orientamento e tirocinio, la riattivazione di un nuovo tirocinio dopo la sospensione a causa del lockdown, il sostegno emotivo e organizzativo hanno consentito a Maria Teresa di avere un accompagnamento affidabile, competente e prossimo.Il percorso è proseguito, anche nelle diverse sedi della Esselunga di Sesto San Giovanni e Cusano Milanino, sino ad un primo contratto a tempo determinato e, infine, all’atteso tempo indeterminato. “Un sogno che si è avverato!”, ha detto Maria Teresa. Le "menzioni speciali"Ma sul palco del Congresso della Cisl si è parlato anche di altre storie, che simbolicamente possono rappresentarle tutte, e a cui è stata assegnata una “menzione speciale” in questo Premio “Flavio Cocanari”.E’ la storia di Pierfrancesco, cieco e lavoratore pubblico della provincia di Nuoro, convinto che portare sui tavoli sindacali le istanze dei lavoratori disabili o svantaggiati possa migliorare le condizioni lavorative di tutti. E ha trovato nella Cisl un luogo di ascolto, attenzione e messa in rete di proposte e competenze.E’ la storia di Stella (nome di fantasia), che si è trovata ad affrontare la pandemia in un grave disagio economico e con due bambini, di cui uno affetto da autismo. Grazie alla Cisl e all’Anteas ha ottenuto assistenza anche durante il lockdown, presentato istanze di benefici, ricevuto beni alimentari di prima necessità. Questo incontro ha fatto crescere anche la Cisl stessa, che ha sottoscritto protocolli e instaurato collaborazioni con Caritas, centro antiviolenza e associazioni del territorioE’ la storia di Roberta, delegata Cisl, lavoratrice, affetta da acondroplasia e felicemente madre. Con determinazione e costanza si è convintamente impegnata nelle attività sindacali, sia nell’ambito della salute e sicurezza che nella rappresentanza nel Fondo Previdenziale Integrativo.E’ la storia di Giorgio, uomo con invalidità fisica, che proprio durante l’emergenza Covid ha iniziato il proprio impegno alla guida dell’Unione Sindacale Comunale di Chieti, nel foggiano.E’ la storia di Lorenzo, uomo calabrese con sindrome di down e complicazioni invalidanti del midollo cervicale, che, grazie al progetto “Io non sono solo” di Anteas, può godere di auto con pedana e “braccia amiche” per gli spostamenti; persino nel periodo pandemico.