Trova il tuo corso ideale

filtra per

CATEGORIA

SEDE

news

LAVORO

10/10/2019

Dall'Isola Formativa un ponte per l'inserimento al lavoro

Andrea, Maria Vittoria, Christian e Lorenzo sono i quattro giovani che all’interno del Campus di Reti Spa, azienda di servizi informatici con sede a Busto Arsizio, hanno iniziato un percorso di formazione biennale per l’inserimento lavorativo. Un progetto che nasce dalla collaborazione tra l’azienda, IAL Lombardia e la Provincia di Varese, iscritto in un’azione di Regione Lombardia per il diritto al lavoro dei disabili denominata “Isola Formativa”: ambienti per l’acquisizione di competenze abilitanti al lavoro, integrati con i processi produttivi.UN CAMBIO DI PASSO, UN SALTO CULTURALE “L’idea delle ‘isole formative’ - spiega Paola Colombo, responsabile per l’area di Varese di IAL Lombardia - è stata indubbiamente un passo in avanti significativo nei processi di collocazione al lavoro dei disabili e le esperienze realizzate fino ad oggi* hanno consentito di affinare i percorsi e prendere consapevolezza delle potenzialità dello strumento. Ciò che nasce oggi all’interno di questa azienda è però straordinariamente nuovo, un cambio di passo, un salto culturale. La formazione non si esaurisce infatti nella acquisizione di competenze con le quali ognuno degli interessati andrà poi nel mercato del lavoro a cercare occupazione. In Reti SpA si realizza un progetto che IAL Lombardia ha contribuito a definire in maniera rilevante e che è impostato per collocare in azienda gli esiti formativi del percorso. Il segnale è rilevante: si può andare ben oltre la traduzione abituale degli obblighi di legge su disabilità e collocazione occupazionale.”UN PERCORSO PROFESSIONALIZZANTEIl biennio formativo è articolato in 4 semestri, di difficoltà crescente, con i giovani impegnati dal lunedì al venerdì. Sarà un percorso professionalizzante nell’ambito dello sviluppo software, dall’applicazione del pacchetto Office fino ad arrivare allo sviluppo della programmazione ad oggetti, base di dati e sviluppo di web service.Il progetto ha formalmente preso avvio con il mese di ottobre ed è stato inaugurato con la partecipazione dei vertici aziendali, dei formatori e dei rappresentanti delle istituzioni.Nella fotografia i giovani protagonisti del progetto con i responsabili e i coordinatori del percosso. Primo a sinistra è Carlo Motta, di IAL Lombardia che ha collaborato alla stesura del piano formativo; secondo da destra è Alberto Motta, che per IAL Lombardia accompagnerà come tutor il percorso dei giovani in formazione.*In Provincia di Varese si segnalano diverse esperienze di "Isola Formativa", la prima delle quali è stata sviluppata all’interno della Bticino. Sono poi state avviate quelle dell’azienda Anovo, gestita dagli educatori dei servizi di inserimento lavorativo del Comune di Saronno (oggi non più operativa); della Tecniplast, gestita dagli educatori del'Agenzia formativa della Provincia di Varese; della Lamberti, gestita da educatrici assunte direttamente dall’azienda e operanti in collaborazione con i servizi di inserimento lavorativo del Comune di Varese; della Husqvarna, gestita dalla cooperativa sociale Charis (oggi non più operativa); della Missoni, gestita dal CESVIP di Varese.

LAVORO

15/02/2019

Alto Mantovano, formazione protagonista nella ricollocazione al lavoro

Un centinaio di persone contattate una ad una per arrivare alla presa in carico di 30 di esse; 18 quelle che hanno aderito al progetto; una che si ritira quasi subito; 6 proposte di ricollocazione al lavoro accettate; una rifiutata. Anche solo attraverso la successione di questi numeri è facile comprendere quanto impegnativa sia stata la sfida del progetto “Azione di rete – Distretto della Calza” che per oltre un anno ha impegnato nel mantovano sindacati, istituzioni, agenzie per il lavoro e la sede di Viadana di IAL Lombardia.Destinatari dell’azione sono stati i dipendenti espulsi dai processi produttivi a causa della crisi da due dei maggiori calzifici dell’Alto Mantovano, Lvt (ex Levante) di Castel Goffredo e Csp di Ceresara. Erano per lo più di donne, di età superiore ai 45 anni, a bassa scolarizzazione e con una lunghissima permanenza in azienda. Spesso le persone prese in carico dal progetto avevano svolto in azienda mansioni e compiti oggi automatizzati, delocalizzati o affidati all’indotto. Persone, quindi, da accompagnare verso una importante ridefinizione del proprio percorso lavorativo, ed anche da questo è dipeso l’andamento e l’esito del percorso.Realizzato grazie al finanziamento di Regione Lombardia il progetto ha offerto servizi personalizzati di orientamento, bilancio di competenze, coaching e accompagnamento alla ricerca attiva del lavoro, a cui si è affiancato un percorso formativo di gruppo “Addetto al confezionamento – settore agroalimentare” della durata di 44 ore.Quella sperimentata – è stato sottolineato nella conferenza stampa a chiusura del percorso, alla quale ha partecipato per IAL Viadana il direttore Elisabetta Larini – è stata un’azione di rete che ha visto la positiva collaborazione di diversi enti ed istituzioni. Un modello sicuramente replicabile.

LAVORO

09/10/2018

“Lavoro sonante”, azione vincente

Andare oltre. Oltre le convenzioni (ciò che si è sempre fatto), i timori (come reagiranno i clienti e i colleghi di lavoro?), le parole (un inserimento al lavoro non finisce con la collocazione al lavoro). E’ avvenuto a Monza, dove la sede di IAL Lombardia, insieme ad Anmil e al Centro Studi Riccardo Massa, ha preparato e accompagnato l’impiego nei punti vendita della Tigros di 6 persone sorde nei reparti di vendita al pubblico. Una sfida complessa, impegnativa, che ha aperto spazi relazionali nuovi tra i lavoratori, tra l’azienda e i suoi dipendenti, tra il personale e i clienti.Di tutto si è parlato nel convegno conclusivo del progetto “Lavoro sonante” che si è tenuto oggi allo Spazio MIL di Sesto San Giovanni, in cui i soggetti direttamente e indirettamente coinvolti hanno portato un contributo. QUALCOSA DI NUOVO“Un bel progetto – ha detto l’amministratore delegato di IAL Lombardia, Matteo Berlanda, aprendo il convegno – un’azione di sistema con apporti coerenti e partecipi. Cosa diceva in sostanza il bando regionale? Che ciò che si stava facendo per l’inserimento e, soprattutto, per il mantenimento al lavoro di questa specifica disabilità non era sufficiente. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. E questo è ciò che, insieme, abbiamo fatto”.Non più un “semplice” inserimento dove il lavoratore sordo dialoga principalmente con un terminale meccanico, ma contesti  lavorativi innovativi sviluppati in un rapporto continuo con il collega udente e con il cliente, in ruoli effettivamente operativi e rilevanti per il core business aziendale.LA CO-CREAZIONE DI INFRASTRUTTURE SOCIALIIl progetto è stato proposto attraverso la metodologia dei “Living Lab”, “ambienti di innovazione aperta – per usare la definizione della rete europea di queste esperienze – in situazioni di vita reale, nei quali il coinvolgimento attivo degli utenti finali permette di realizzare percorsi di co-creazione di nuovi servizi, prodotti e infrastrutture sociali”.LAVORIPOSSIBILI.IT“Lavoro sonante” è un progetto-azione di sistema a valenza regionale, che ha avuto come capofila la Provincia di Monza e della Brianza e si è avvalso della piattaforma lavoripossibili.it che connette le progettualità che hanno a riferimento la disabilità sensoriale, permettendo un aumento e una circolarità della conoscenza, della metodologia e della cultura di riferimento degli interventi.