FORMAZIONE

CREMONA - GRAVEDONA - LEGNANO - SARONNO - VIADANA

"Glielo dica a quelli dello IAL"

Piccola storia a margine di un'indagine telefonica tra i 266 giovani qualificati lo scorso anno da IAL Lombardia

Mia figlia rischiava grosso. Grazie voi ha recuperato serenità e fiducia”. È una voce piena di riconoscenza quella che prende in contropiede l’intervistatrice dell’indagine telefonica di IAL Lombardia tra i 266 studenti che lo scorso anno hanno terminato i percorsi per l’assolvimento dell’obbligo formativo.


Le telefonate per ricontattare gli studenti

L’indagine rientra nelle attività di rendiconto dell’attività di IAL Lombardia che è la base per la redazione del suo Bilancio Sociale.

Il questionario è compilato direttamente con i giovani qualificati dai corsi delle sedi IAL di Saronno, Legnano, Gravedona, Cremona e Viadana, ma spesso occorre più di una telefonata per raggiungerli al cellulare o trovarli in casa: uno su due ha già ha trovato lavoro, qualcuno ha deciso di continuare gli studi, diversi si stanno dando da fare per cercare occupazione.


"Ne approfitto per ringraziare"

Anche per parlare con Gianna (il nome è ovviamente di fantasia) ci sono voluti un paio di tentativi; così l’intervistatrice ha dovuto spiegare alla mamma della ragazza le ragioni della telefonata. “Mia figlia non è in casa: provi nel pomeriggio. Ma ne approfitto per ringraziare tutti quelli dello IAL, perché sia gli insegnanti che i compagni hanno accolto mia figlia in un momento di grande fragilità psicologica e una situazione divenuta insostenibile nella scuola che frequentava prima. L’hanno aiutata a riconquistare fiducia in se stessa e negli altri. Grazie! Glielo dica a quelli dello IAL”.


Parole che ripagano di tante fatiche

“Questa inattesa testimonianza, così diretta - afferma Matteo Berlanda, amministratore delegato di IAL Lombardia - è motivo di grande soddisfazione per tutti noi. Trovo molto significativo che questo genitore parli non solo del ruolo importante dei docenti ma anche di quello dei compagni, a conferma che la formazione è un’esperienza di comunità. Se penso alle sfide che ogni anno accompagnano il nostro lavoro, sfide moltiplicate in maniera sorprendente dalla pandemia che ha segnato i nostri ultimi mesi, queste parole ripagano di tante fatiche”.

lug 2020

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